Le specialissime in miniatura di Alfredo Zaza d’Aulisio
L'INIZIO DELLA STORIA... Tutto ebbe inizio per caso durante l’anno 1984.
Avendo del tempo libero mi interessavo a lavoretti di bricolage. Iniziai così a dare forma ai primi modellini di biciclette. Il primo fu una draisina (una delle prime bici inventate dall'uomo).
Ora vi chiederete cosa mi spinse a costruire questi modelli e quali materiali usavo. Ebbene, la passione per il disegno mi colse sin da piccolo tanto che scelsi come indirizzo di studi una scuola d’arte (diplomato al Liceo Artistico Statale di Aversa nel 1981). Non sentendomi appagato con il disegno, ho cercato di dare forma alle mie idee usando come materiale il legno, una materia con la quale ho una certa affinità. Il legno che uso è del semplice compensato di vari spessori, dal quale mi ritaglio i vari pezzi dopo averli prima disegnati.
Il perché della costruzione di bici e non di altri oggetti, sta nella grande passione che io ho da tantissimi anni per il ciclismo. Alla creazione di modelli di bici (che vengono alla luce durante i mesi invernali), alterno nel periodo che va da marzo a settembre l'attività di direttore sportivo: alleno assieme ad altre persone la squadra Team Isonzo Giovanissimi A.S.D., una squadra di ciclismo con 60 bambini dai 7 ai 12 anni.
Nei primi anni diedi sfogo alla mia fantasia costruendo numerose bici, tandem da due a dieci posti, varie bici da cronometro con ruote lenticolari e fluido dinamiche. Ancora ricordo la così detta macchina voladora di Moser per il record dell’ora nel 1984, poi una bici avveniristica della ditta Modolo o ancora la bici da cronometro con la ruota a pallone fatta da Battaglin. Ma purtroppo in quegli anni non diedi tanta importanza a questo hobby. Qualche bici la regalai e le altre si sono rotte in seguito ai vari traslochi. Ora a distanza di anni ho ripreso a costruire altri modelli e la mia tecnica é notevolmente migliorata, quindi le mie opere hanno un valore ancora più importante e vanno assolutamente protette.